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    Recensione La casa sul meteorite

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    recensione la casa sul meteorite
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    Recensione La casa sul meteorite

    Chi è Roberto Van Heugten?

    Recensione La casa sul meteorite
    Roberto Van Heugten – Fonte dell’immagine fotografica: liberidiscrivere.com
    Roberto Van Heugten è uno scrittore di gialli con sfumature noir, classe 1965, di origine olandese e in Italia dal 1967. Nel 2014 scopre attitudini e passione per la scrittura creativa; entro il 2020 conta tre romanzi pubblicati e numerosi racconti in antologie, con attestati, premi e riconoscimenti. Le sue opere sono disponibili in librerie fisiche e online.

    Qual è la trama del libro “La casa sul meteorite” dello scrittore Roberto Van Heugten?

    Gli ingredienti del mistero

    Due uomini, una gatta, un prete folle e un omicidio: questi gli ingredienti del romanzo. Da subito l’atmosfera vibra tra normalità e inquietudine, come un respiro trattenuto che torna a farsi udibile. L’elenco, secco e preciso, apre una porta sensoriale: si vedono le sagome in controluce, si ascolta il passo esitante lungo i corridoi, si sente sulla pelle la promessa di un enigma che chiede di essere attraversato.

    La casa misteriosa e le cantine senza fondo

    Sul fondo della scena si staglia una misteriosa casa con cantine ricche e spropositate, che contengono memorie ingombranti e segreti raccapriccianti. È un luogo che cattura lo sguardo e lo trattiene: le scale scendono e si moltiplicano, le stanze sembrano dilatarsi in profondità. Qui il silenzio ha un suono riconoscibile, una vibrazione bassa che accompagna ogni passo; il corpo avverte una lieve tensione, come se l’aria stessa custodisse ciò che non si può dire.

    Tra storia e storie: personaggi inverosimili e davvero surreali

    Il percorso è un viaggio tra intrecci di storia e di storie, dove compaiono personaggi realmente inverosimili e veramente surreali. La narrazione fa convivere il dettaglio e l’ellissi: ciò che si vede è spesso uno specchio di altro, ciò che si sente innesca echi che rimbalzano da una pagina all’altra. Nella lettura si percepisce un’oscillazione continua, una corrente sotterranea che spinge avanti e, insieme, trattiene.

    Valtenesi gardesana: il contrasto tra lindo e torbido

    Tutto si muove tra la normalità dei lindi paesaggi della Valtenesi gardesana e le torpide trame di umanità complicate. Il quadro è terso: linee nitide, colori chiari, orizzonti puliti. Proprio per questo il contrasto risulta più netto quando affiora l’ombra. L’orecchio coglie pause e slittamenti, come se una nota fuori campo incrinasse la melodia del paesaggio; il corpo registra un lieve cambio di temperatura, il brivido di qualcosa che preme da sotto la superficie.

    Un viaggio semplice e contorto, rapido e lentissimo

    È un viaggio semplice e contorto, rapido e lentissimo, che s’agita lieve tra fantasmi passati e presenti. La prosa si sviluppa fluida e ammaliante come il passo felpato d’un felino: scivola, indugia, poi riparte, lasciando dietro di sé tracce appena visibili. L’impressione, a ogni chiusura di capitolo, è quella di aver camminato in punta di piedi in una casa che ascolta: lo sguardo resta in allerta, il suono si attenua, il corpo segue, attratto dall’enigma custodito nelle sue cantine smisurate.

    Di cosa parla libro “La casa sul meteorite” dell’autore Roberto Van Heugten?

    Valtènesi: il paesaggio che muove la pagina

    Incastonata nella Valle della Valtènesi, dove l’erba si fa marea verde e il vento la piega in onde vive, s’innalza una casa che pare venuta da altrove. L’immagine richiama la Brughiera di Emily Brontë in Cime tempestose: basta un colpo d’occhio e la fantasia si allunga come una mano tra gli steli intrisi di rugiada fresca. La casa, abbarbicata su una singolare collinetta “come un meteorite”, porta con sé l’eco di abusi edilizi e permessi “conquistati” a suon di benefits: un dettaglio narrativo che aggiunge frizione e curiosità, subito percepibile come un fruscio fuori campo.

    Una casa isolata, un teatro di luci e ombre

    Praticamente isolata dal mondo, la dimora diventa un palcoscenico dove luci e ombre si alternano con ritmo fluido e costante. È un luogo che si vede (scale che scendono, corridoi che si allungano), si ascolta (silenzî ovattati, porte che trattengono il respiro) e si sente (il brivido leggero sulla pelle, come l’aria prima del temporale). In questo scenario, vicino al Lago di Garda, la normalità lucida del paesaggio contrasta con ciò che si nasconde in profondità.

    Il narratore, Opal e i segreti di cantina

    Il protagonista narratore vive l’insolito abitato insieme alla fidata gattina Opal, il cui passo felpato scandisce i momenti del racconto. Le giornate scorrono tra scrittura, golf e cene esclusive con pochi amici: cerimonie private che toccano appena la crosta dei segreti. Perché nelle cantine della casa si conserva altro: memorie ingombranti e verità raccapriccianti, tasselli di un puzzle familiare sepolti nel recente passato, capaci ancora di liberare l’orrore a cui la mente umana è giunta. Il lettore vede scaffali umidi e botti scure, ascolta gocce lente nel buio, sente il freddo delle pietre.

    Un romanzo che mescola generi (e scorre)

    Originale e scorrevole, il libro mescola più generi con naturalezza, rendendo la lettura davvero gradevole. Già dopo poche righe si ha la consapevolezza che la penna scelta saprà condurre in un elegante viaggio linguistico verso vette spesso dimenticate. A questa finezza concorre un tratto raro: la presenza — “a me molto gradita” — del punto e virgola; un’interpunzione oggi meno frequente che qui impreziosisce il testo e contribuisce a elevare il romanzo rispetto a molta produzione recente.

    Tra flashback, delitto e indagini improvvisate

    In compagnia del protagonista — improvvisato detective dalle doti quasi divinatorie — il lettore attraversa flashback, descrizioni fitte di panorami e ambientazioni e persino uno strano delitto. Il viaggio è insieme semplice e contorto, rapido e lentissimo: la narrazione s’agita lieve tra fantasmi passati e presenti, scorrendo fluida e ammaliante come il passo di un felino. Alla fine si resta con una curiosità fresca, rivolta non solo alla risoluzione del caso, ma anche al passato di ciascun personaggio.

    I due cadeaux dell’autore

    A completare l’opera, arrivano due cadeaux per il lettore:

    • Un breve racconto aggiuntivo, che suggella l’amore per la propria terra e l’ostinata volontà di preservare l’identità legata ai luoghi nativi.
    • Una pagina lasciata volutamente in bianco, spazio intimo per annotare pensieri e suggerimenti: un invito ad abitare il libro con la propria voce.

    Conclusioni, non un “brutto anatroccolo”

    Allineandosi al pensiero dello stesso Van Heugten, “La casa sul meteoritetutto è, fuorché un brutto anatroccolo “che commissioni generose hanno aiutato nel superamento di temibili esami”. Anzi: non si vede l’ora di incontrarne i “fratelli”, come l’autore definisce i libri successivi, per seguirne le avventure ed esplorare le sfumature psicologiche che certamente affioreranno tra le righe.

     Simona Caruso

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    Approfondisci con questo video: “Roberto Van Heugten – La casa sul Meteorite 2014”

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