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    Recensione L’ultimo omicidio alla fine del mondo

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    recensione l'ultimo omicidio alla fine del mondo
    recensione l'ultimo omicidio alla fine del mondo

    Recensione L’ultimo omicidio alla fine del mondo

    Chi è Stuart Turton?

     

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    Stuart Turton – Fonte dell’immagine fotografica: stuturton.com

    Stuart Turton è nato nel 1980, vive e lavora a Londra con la moglie e i figli Cresciuto a Widnes, dopo essersi laureato all’Università di Liverpool in Inglese e Filosofia ha lavorato come insegnante a Shanghai. Dopo varie esperienze lavorative (per una rivista tecnologica a Londra e per un magazine di viaggi a Dubai), nel 2018 ha esordito nella narrativa con il romanzo Le sette morti di Evelyn Hardcastle appartenente al genere giallo deduttivo e fantastico.

    Fonte della biografia di Stuart Turton: Wikipedia

    Qual è la trama del libro “L’ultimo omicidio alla fine del mondo” dell’autore Stuart Turton?

    Fuori dall’isola non c’è nulla: il mondo è stato distrutto da una fitta nebbia che ha invaso il pianeta, devastando tutto e uccidendo qualunque forma di vita. Sull’isola, invece, ogni cosa è idilliaca: la natura è rigogliosa, l’aria pulita e centoventidue persone vivono in perfetta armonia, sorvegliate da Niema, suo figlio Hephaestus e Thea, tre scienziati che sono stati in grado di proteggere quel luogo paradisiaco dalle insidie esterne.

    Gli abitanti del villaggio hanno poche pretese, si accontentano di pescare, coltivare i campi e godere dei frutti della terra e se hanno un dubbio possono appellarsi ad Abi, un’entità che ognuno di loro sente nella propria mente. L’importante è che rispettino sempre il copri fuoco e le regole imposte dagli scienziati. Fino al giorno in cui, con orrore degli isolani, Niema, la scienziata più anziana, viene trovata brutalmente uccisa.

    Oltre ad aver lasciato l’intera isola sotto shock, l’omicidio ha innescato un abbassamento del sistema di sicurezza intorno all’isola, l’unica cosa che teneva a bada la nebbia. Se il caso non verrà risolto entro 107 ore, la nebbia soffocherà l’isola e tutti i suoi abitanti. Ad aggravare la situazione c’è che il guasto nel sistema ha anche cancellato la memoria di tutti gli abitanti: nessuno ricorda più ciò che è accaduto la notte precedente, il che significa che qualcuno sull’isola è un assassino e non sa di essere. Nel frattempo, il tempo stringe.

    Di cosa parla il libro “L’ultimo omicidio alla fine del mondo” dello scrittore Stuart Turton?

    L’ultimo omicidio alla fine del mondo è un romanzo che scava nella fragilità umana, nel rapporto tra memoria, potere e paura. Non è un semplice racconto di fantascienza, ma una riflessione sulle conseguenze estreme del controllo e dell’oblio. L’isola, ultimo rifugio in un pianeta divorato dalla nebbia, diventa il palcoscenico di un esperimento morale.

    L’autore costruisce una tensione costante senza ricorrere a colpi di scena facili. Ogni parola pesa. La scrittura è lucida, a tratti spietata, ma attraversata da una sensibilità quasi poetica. Si percepisce la volontà di indagare la mente umana più che la dinamica del delitto. L’omicidio non è il centro, ma il detonatore di un processo collettivo: la perdita della memoria, la dissoluzione dell’identità, la ricerca disperata di un senso.

    La nebbia che circonda l’isola è il simbolo più potente del romanzo. È l’eco del dubbio, il confine tra ciò che siamo e ciò che scegliamo di dimenticare. Ogni personaggio si muove in quella sospensione, dove la scienza non basta più e la fede nella ragione si incrina. La voce di Abi, l’entità che parla nelle menti degli abitanti, rappresenta la voce del controllo, ma anche quella della consolazione. È la presenza che rassicura e domina, la coscienza collettiva che decide cosa è reale e cosa no.

    C’è un’angoscia sottile che cresce pagina dopo pagina. Non è solo la corsa contro il tempo a generarla, ma la consapevolezza che il male, in fondo, non viene da fuori. È dentro ciascuno, pronto a riemergere quando si spengono i ricordi e le regole vacillano. L’autore ne parla con equilibrio, senza giudicare, lasciando che siano i silenzi, gli sguardi e la paura a raccontare.

    Il risultato è un romanzo che unisce il rigore del giallo psicologico alla malinconia della grande narrativa distopica. La tensione è costante, ma mai gratuita; la riflessione è profonda, ma non didascalica. Ogni pagina invita a chiedersi quanto davvero conosciamo di noi stessi e quanto, invece, accettiamo per convenienza.

    L’ultimo omicidio alla fine del mondo è un libro che resta dentro, non per quello che dice, ma per quello che fa emergere: il bisogno di ricordare, la paura di sapere, la speranza di una verità che sopravvive anche quando tutto il resto si spegne.

    Elisa Rubini

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    Approfondisci con questo video:

    “Incontro con Stuart Turton – Salone Internazionale del Libro di Torino – 17/10/2021”

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