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Marco Schifilliti commenta Dare Dere Dire Dore Dure

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Marco Schifilliti commenta Dare Dere Dire Dore Dure

Marco Schifilliti commenta Dare Dere Dire Dore Dure

Il Poema “Dare Dere Dire Dore Dure” si erge quale opera di raffinata stesura filosofica. Condivido con voi la mia rispettiva similitudine; è come un grido di battaglia contro l’oblio valoriale, culturale e artistico che plasma inevitabilmente la società e civiltà occidentale.

È un cammino che insegna a riconoscere e distanziarsi da materialismo, consumismo, competizione, apparenza, violenza, arroganza e conflitto.

Con ardore e sensibilità, Anastasi invoca un nuovo Rinascimento, un “Novo Stil Sommo“, che possa ricondurre l’arte poetica e la società a una rinnovata consapevolezza dei valori trascendenti quali: amore, conoscenza e giustizia. L’opera sottolinea l’ineludibile connubio tra poesia e filosofia, tra verso e idea.

La narrazione manifesta la necessità di una musa angelo che, libera da ogni stereotipo di genere, ispira l’artista verso vette di creatività e pensiero. In questa dimensione artistica, la poesia si configura come veicolo di ideali ancestrali, capace di abbracciare l’eterno e il trascendente, di elevare l’umano oltre i confini del tempo e dello spazio, verso una universalità di messaggio che risuona in ogni epoca, manifestando talvolta un taglio anche profetico.

Nelle guide alla lettura, realizzate da Assunta Spiegapié, che corredano il poema filosofico, è possibile apprendere un aneddoto esplicativo sul carattere profetico dell’arte.
Anastasi nell’anno 2018, chiese all’illustratrice Giada Bognolo di realizzare un’immagine del sesto pentacanto, che rappresentasse una paradossale corsa di bighe, trainate da essere umani; soprattutto una delle tre avrebbe dovuto avere alcune caratteristiche: il conducente avrebbe dovuto lanciare banconote e le figure trainanti avrebbe dovuto indossarle sulla bocca.

Lo scopo iniziale sarebbe stato indicare la facilità con cui il denaro zittisce le masse, tuttavia, alcuni mesi dopo, nel momento del passaggio a china del disegno, si verificò un problema tecnico, ovvero non esisteva un pennino abbastanza sottile da poter disegnare l’interno delle banconote. Col senno di poi, quei rettangoli si rivelarono essere profeticamente le mascherine della pandemia che sarebbe esplosa ben due anni dopo.

Per concludere, prendo in prestito le parole di un libero pensatore che ammiro, Tiziano Terzani, per esprimere la mia stima non solo verso Anastasi, ma verso ogni artista:

“Mi piaceva pensare che i problemi dell’umanità potessero essere risolti un giorno da una congiura di poeti: un piccolo gruppo che si prepara a prendere le sorti del mondo perché solo dei poeti ormai, solo della gente che lascia il cuore volare, che lascia libera la propria fantasia senza la pesantezza del quotidiano, è capace di pensare diversamente. Ed è questo di cui avremmo bisogno oggi: pensare diversamente.”

Marco Schifilliti

Continua la lettura con la  rubrica Libero Comunicatore

Guarda il video del commento durante la prima presentazione del poema filosofica “Dare Dere Dire Dore Dure”.

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