Recensione “Storia di due amici e dei Dik Dik”
Chi è Pietruccio Montalbetti?

Pietruccio Montalbetti è lo storico chitarrista e fondatore dei “Dik Dik”, leggendario gruppo musicale italiano nato nel 1965 e ancora oggi amato da intere generazioni.
Nato a Milano nel 1941, ha contribuito a canzoni entrate nel cuore collettivo: Sognando la California, Il primo giorno di primavera, Senza luce, L’isola di Wight, solo per citarne alcune.
Nel corso della sua carriera, ha collaborato con mostri sacri della musica come Lucio Battisti, Mogol, Caterina Caselli, Ricky Gianco, Rita Pavone, Giorgio Faletti e molti altri. Ma Pietruccio non è solo un musicista: è anche un instancabile viaggiatore e autore di numerosi libri.
Qual è la trama del libro “Storia di due amici e dei Dik Dik” dell’autore Pietruccio Montalbetti?
Un viaggio tra musica, amicizia e sogni italiani
Il libro “Storia di due amici e dei Dik Dik” è molto più di una semplice autobiografia: è un viaggio emotivo che attraversa la storia della musica italiana, ma anche quella di un’amicizia profonda, nata tra le note e sopravvissuta a fama e distanza.
Protagonisti? Pietruccio Montalbetti e Lucio Battisti. Due ragazzi con sogni diversi ma uniti dalla stessa passione per la musica. La loro è una storia fatta di canzoni, prove in saletta, chilometri macinati a bordo di una Fiat 500, risate sincere e silenzi condivisi.
Di cosa parla il libro “Storia di due amici e dei Dik Dik” del chitarrista Pietruccio Montalbetti?
Un racconto sincero, lontano dalla retorica
Quando ho finito di leggere questa storia, ho chiuso il libro con una sensazione precisa: gratitudine. Gratitudine verso l’autore, che ha avuto il coraggio e la delicatezza di regalarci non solo un pezzo di storia musicale italiana, ma soprattutto un ritratto sincero e raro di un’amicizia che ha saputo durare ben oltre i personaggi.
Non solo musica: il ritratto di un’Italia che sognava
Non è un libro qualunque, questo. È la testimonianza viva di come la musica non sia soltanto arte, ma anche un collante umano, uno specchio dei sogni e delle ferite di una generazione. È un libro che racconta due ragazzi, Pietruccio e Lucio, che hanno camminato fianco a fianco inseguendo una passione comune e che, nel farlo, ci hanno regalato una parte incancellabile della nostra cultura.
Perché leggere “Storia di due amici e dei Dik Dik” di Pietruccio Montalbetti?
Per la scrittura: diretta, efficace, vera
La prima cosa che colpisce di questo racconto è proprio la sua autenticità. Le parole dell’ autore non hanno la patina artificiale delle autobiografie scritte per compiacere. Al contrario, hanno la naturalezza delle conversazioni vere, quelle che nascono quando una persona decide di spogliarsi di ogni sovrastruttura e mostrare quello che è stato, nel bene e nel male. Si percepisce un uomo che non racconta solo di un amico, ma di se stesso, della sua adolescenza, dei sogni che lo hanno portato a impugnare una chitarra e a non lasciarla più.
Per scoprire la vera essenza di Lucio Battisti
È importante leggere questo libro perché ci ricorda chi sono stati i Dik Dik e chi è stato Lucio Battisti. Non come personaggi mitizzati, ma come esseri umani. Oggi, nella memoria collettiva, restano soprattutto le canzoni, i dischi, le classifiche. L’autore invece ci regala ciò che nessuna cronaca ha mai davvero restituito: l’essenza. Le risate, le prove, le delusioni prima dei grandi successi.
Leggendo queste pagine, ho scoperto un Battisti diverso. Non il divo che siamo abituati a immaginare, ma un ragazzo pieno di sogni, di paure, di silenzi che parlavano. Pietruccio lo racconta con una tenerezza che commuove, senza mai scadere n nella retorica. Lucio battisti emerge come un uomo profondo, riflessivo, a volte introverso, ma capace di gesti spontanei e disarmanti. Un artista che non ha mai smesso di cercare qualcosa di autentico, anche quando il successo gli era già esploso tra le mani.
Per conoscere i Dik Dik sotto una nuova luce
E poi c’è la storia dei Dik Dik, che da soli basterebbero a giustificare la lettura. Troppo spesso la memoria popolare relega queste band a “quelle delle canzonette”. Questo libro dimostra quanto i Dik Dik siano stati in realtà pionieri di un certo modo di fare musica in Italia. Hanno portato avanti un suono, una visione, uno spirito che rispecchiava l’epoca ma guardava anche avanti. Chiunque ami la musica italiana deve loro rispetto e riconoscenza.
Per rivivere un’epoca vibrante
Un altro motivo per cui questo libro è prezioso è che racconta un’Italia diversa. Un Paese in movimento, dove tutto sembrava possibile, dove i giovani sentivano di poter inventare se stessi. Si respira l’odore delle strade di quegli anni, si vedono i colori del Cantagiro, si sente la frenesia di un popolo che scopriva un benessere nuovo e voleva correre più veloce della Luna. Non è solo la storia di due amici e di una band, ma anche di una generazione che ha saputo sognare insieme.
Un libro educativo, emozionante e necessario
Da social strategist, posso dire che questo libro ha un grande valore educativo, non solo narrativo. Mostra in modo chiaro quanto siano potenti le relazioni autentiche e quanto sia essenziale rimanere fedeli a se stessi, anche quando il mondo ti spinge a diventare qualcos’altro. In un’epoca come la nostra, in cui tutto è veloce e superficiale, leggere storie di amicizie che hanno resistito agli urti del tempo ci ricorda quanto sia fondamentale coltivare le persone, non solo i risultati.
La scrittura dell’autore è semplice e diretta, ma proprio per questo efficace. Riesce a trasmettere emozione senza bisogno di artifici. Non c’è un intento celebrativo fine a se stesso, non c’è presunzione. C’è solo il desiderio di consegnare a noi lettori un pezzo di verità, un frammento di memoria che rischierebbe altrimenti di andare perso.
Chi ama la musica italiana troverà in queste pagine un tesoro. Scoprirà che dietro a canzoni ora storiche c’erano ragazzi che lottavano, che si confrontavano, che si sostenevano a vicenda. Capirà che dietro ogni successo ci sono sacrifici, rinunce, coraggio. Chi non conosce bene quella stagione musicale, invece, avrà l’occasione di imparare qualcosa che va ben oltre le note. Imparerà quanto sia potente l’amicizia, quanto possa nutrire anche le carriere più esigenti.
Un libro che parla a tutti
Questo libro è importante perché parla a tutti. Non è solo per chi ama la musica. È per chiunque abbia bisogno di ricordare che i sogni si realizzano quando si è disposti a credere in se stessi e nelle persone che ci camminano accanto. È per chi vuole capire che dietro a ogni mito ci sono uomini fatti di carne, con le loro debolezze e la loro forza. È per chi vuole imparare che il successo non è mai solo una questione di talento, ma anche di legami, di incontri, di scelte condivise.
In un momento storico in cui le relazioni sembrano sempre più fragili e in cui la musica sembra spesso prodotta in serie, leggere la storia di Pietruccio e Lucio ci riconnette a un tempo in cui tutto era più vero, più umano, più intenso. Ci insegna che il valore delle cose non sta soltanto nel traguardo, ma soprattutto nel cammino.
Storia di due amici e dei Dik Dik è una lettura che consiglio senza esitazione. Non solo perché è scritta bene, ma perché è necessaria. Ci ricorda chi siamo stati come Paese, ci racconta chi sono stati uomini che hanno fatto la storia della nostra musica e ci mostra quanto siano rare e preziose le amicizie che sanno resistere al tempo. È una di quelle storie che, quando chiudi l’ultima pagina, ti fa sentire più ricco dentro.
Per questo, dovremmo leggerlo tutti. Per riconciliarci con la parte più bella di noi.
Elisa Rubini
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Approfondisci con questo video: “STORIA DI DUE AMICI E DEI DIK DIK” di Pietruccio Montalbetti – letture di Alberto Alfano”



