Home Narrativa Contemporanea Recensione Però, quante ne ho passate!

    Recensione Però, quante ne ho passate!

    Ovvero: Vita di Gian, da tagliato fuori a figlio del '68 e cittadino impegnato

    Recensione Però quante ne ho passate

    Recensione Però, quante ne ho passate!

    Chi è Gianluigi Redaelli?

    Recensione Però, quante ne ho passate!
    Gianluigi Redaelli – Fonte dell’immagine fotografica: ilcielocapovolto.info

    Gianluigi Redaelli nasce il 16 aprile 1943 a Varese, città che lo accoglie durante i difficili anni della guerra, quando la sua famiglia milanese vi si rifugia per sfuggire ai bombardamenti. Questo primo spostamento segna in qualche modo il ritmo della sua esistenza: un continuo attraversare luoghi, idee, stati d’animo. Un’anima in cammino: esperienze, pensiero, trasformazione. Guidato da una profonda e incessante ricerca esistenziale, Redaelli si confronta nel corso della vita con filosofie, percorsi spirituali ed esperienze pratiche molto diverse tra loro.

    Viaggia da Nord a Sud dell’Italia, ascolta le voci dei luoghi, osserva, riflette, assorbe. Fino a fermarsi in Sicilia, terra che sente come propria e in cui vive da oltre vent’anni.

    Le sue parole nascono dal vissuto, non dal desiderio di apparire: per questo ha scritto moltissimo senza mai pubblicare, mantenendo la scrittura come atto intimo e necessario, più che esibizione letteraria.

    Dalla scrittura privata alla dimensione collettiva

    Nonostante il riserbo, Gianluigi Redaelli ha avuto esperienze redazionali in riviste e periodici, collaborando come voce riflessiva e originale nel panorama culturale italiano. Il suo talento è stato riconosciuto ufficialmente con l’inserimento nell’Antologia del Premio Ottavio Nipoti Ferrera Erbognone 2002, segnando un punto di contatto tra la sua produzione personale e la dimensione pubblica.

    L’autore oggi: silenzio, parola, presenza

    Oggi Gianluigi Redaelli continua a vivere e scrivere in modo coerente con la sua visione del mondo: autentico, fuori dai circuiti convenzionali, ma profondamente presente. Ogni sua riga è una testimonianza vissuta, ogni pensiero un frammento raccolto lungo la strada.

    Fonte della biografia: club.it

    Qual è la trama del libro “Però, quante ne ho passate! Ovvero: Vita di Gian, da tagliato fuori a figlio del ’68 e cittadino impegnato” dell’autore Gianluigi Redaelli?

    Un’autobiografia senza filtri. Un viaggio dentro il Novecento italiano vissuto sulla pelle.

    “Però, quante ne ho passate!” non è solo un titolo: è una dichiarazione di resistenza, un’esclamazione ironica, lucida e appassionata di chi ha attraversato gli anni più turbolenti e formativi della nostra storia recente con gli occhi aperti, la pelle esposta e la mente sempre in cerca.

    Gianluigi Redaelli ci porta nella sua vita, intrecciandola con le trasformazioni sociali, culturali e politiche dell’Italia del secondo Novecento, in un flusso di ricordi che vibra tra intimità personale e cronaca collettiva.

    Dall’infanzia alla militanza: un’educazione sentimentale e politica

    L’inizio: ricordi, tra tragedia e meraviglia

    Dalla nascita nel 1943 a Varese fino al 1964, Redaelli ci accompagna nell’infanzia e nell’adolescenza tra antichi ricordi familiari, episodi curiosi e tragedie che marchiano l’anima.
    Il lettore ascolta, vede e percepisce quelle sensazioni profonde di un’Italia che non c’è più, ma che vive ancora nei dettagli di una quotidianità raccontata con intensità.

    La naja, l’enigmistica e le prime fughe interiori

    La vita militare: gioie e dolori da recluta, ma anche l’occasione per esplorare l’ironia, con la scoperta dell’enigmistica.
    Poi i momenti più bui: i tentativi di farla finita, il crollo e… la rinascita. Qui comincia la vera rivoluzione: beat generation, psichedelia, libertà, e caos.

    Viaggi interiori e ribellione: tra amore, militanza e allucinazioni urbane

    Amori lampo, abbaini abitati, casini esistenziali

    Innamoramenti a getto continuo, coabitazioni drammatiche, esperienze psichedeliche, vita su un abbaino e tanto disordine emotivo. Gian diventa specchio di un’intera generazione inquieta, alla ricerca del senso e della bellezza anche nel disastro.

    Anarchia, manganelli, congressi, manifestazioni

    Scoppia la militanza anarchica: Gianluigi viaggia, partecipa a congressi a Carrara, subisce fermi di polizia, viene manganellato, ma non si piega. Vive la strada e la protesta con autenticità, in equilibrio precario tra utopia e dolore.

    Da Amsterdam a Gibellina: alla scoperta di sé e del mondo

    Europa, Pakistan, macrobiotica e spiritualità

    Un viaggio in autostop fino ad Amsterdam, esperienze in Svizzera, un mese in Pakistan e oltre 17.000 km percorsi. È un cammino reale e simbolico, un’educazione alternativa. La scoperta del macrobiotico, dello yin e yang, della vita notturna. Il tutto accompagnato da un costante desiderio di trovare casa dentro se stesso.

    Politica, amore, Sicilia: la maturità dell’impegno

    Il matrimonio, la campagna, Zinasco

    Dal matrimonio civile al conflitto familiare, dalla vita in solitudine alla convivenza felice a Zinasco, Gian costruisce nuove relazioni e trova momenti di quiete, circondato da amici e dalla sua cagnetta Pinella.

    Il Guado, le cooperative, Danilo Dolci

    Al Guado esplora la cooperazione e l’amore collettivo, tra esperienze comunitarie, musica cubana e attivismo per i referendum sul divorzio. Si avvicina a Danilo Dolci e Lorenzo Barbera, esplora il Belice e Gibellina, partecipa alla trasformazione della Sicilia con energia nuova.

    Una vita controcorrente, un uomo dentro la storia

    Il racconto si chiude con l’impegno nel lavoro sindacale e politico nei cantieri edili, ma in realtà non finisce mai: Gian continua a raccontare sé stesso raffrontando ogni esperienza con gli avvenimenti del mondo, trasformando il personale in universale.

    Di cosa parla il libro “Però, quante ne ho passate! Ovvero: Vita di Gian, da tagliato fuori a figlio del ’68 e cittadino impegnato” dello scrittore Gianluigi Redaelli?

    Lo si potrebbe quasi definire un romanzo storico, un’opera da cui è possibile apprendere nozioni di storia che raramente si trovano nei libri scolastici.

    Attraverso una narrazione in prima persona, l’autore ci guida nei suoi anni di vita, fino all’età di circa trent’anni.

    Un’esistenza fatta di continue scoperte e di una ricerca incessante del nuovo: perdersi e ritrovarsi, attraversando anche momenti oscuri legati all’abuso di droghe e alcol.

    Il contesto storico in cui si muove il racconto è ricco di avvenimenti importanti. È l’Italia del dopoguerra, che vuole dimenticare un conflitto sanguinoso e aspira a una rinascita profonda, non solo materiale ma anche ideale.

    È, in fondo, il diario di una persona qualunque, con le sue fragilità e paure, un uomo che spesso non si sente all’altezza delle situazioni, eppure trova la forza di andare avanti, spinto dalla curiosità e da una voglia di inventarsi e reinventarsi che supera perfino i suoi tentativi di suicidio sventati, per lo più, dalla fortuna e dal caso.

    Un ragazzo e poi un uomo dotato di fantasia esuberante e di una voglia di fare travolgente, ma anche capace di accettare le sconfitte.

    Ed è proprio nelle sconfitte che il racconto trova una delle sue dimensioni più profonde: non importa se non si supera il corso per diventare pilota di elicotteri, non importa se si è goffi e impacciati con le donne, non importa se il lavoro costruito con tanta fatica svanisce in un attimo: ci si rialza sempre, perché qualcosa di nuovo ci attende e spesso è più stimolante di ciò che abbiamo perso.

    Dalla sua nascita nel 1943 in poi, la narrazione è un susseguirsi frenetico di eventi, raccontati senza sosta e sempre con un’ironia dirompente, capace di strappare un sorriso anche nei passaggi più drammatici, compresi i tentativi di suicidio.

    Tra LSD, giochi enigmistici e occupazioni studentesche, si delinea il ritratto di un’Italia che cresce, che cambia, insieme ai suoi protagonisti: giovani sconosciuti che si incontrano e diventano amici sotto il denominatore comune di un ideale condiviso.

    C’è una nazione da costruire, un progresso che avanza, l’America da cui arrivano notizie quasi incredibili, e ci sono giovani pronti a lottare e a difendere la propria vita dagli abusi del potere.

    Un romanzo intenso e interessante: la storia di chi c’era davvero, scritta da qualcuno che l’ha vissuta sulla propria pelle. Ed è proprio questo che la rende così autentica, viva e coinvolgente.

    Alessandra Rinaldi

    Continua a leggere le recensioni del blog “La Gilda dei Lettori

    Acquista il libro “Però, quante ne ho passate! Ovvero: Vita di Gian, da tagliato fuori a figlio del ’68 e cittadino impegnato” di Gianluigi Redaelli su amazon ↓

     

    Approfondisci anche con questo video: “Presentazione di Gianluigi Redaelli: uno scrittore che ha tanto da raccontare!”

    4 COMMENTS

    1. Incredibile! Non avevo visto questa magnifica recensione del mio libro, di cui ringrazio Alessandra, che è evidente l’abbia letto e ben compreso. Grazie ancora e vorrei il permesso di utilizzarla nel mio messaggio.

      • Buonasera,
        sono Marco Schifilliti, fondatore e amministratore del blog.
        Sono felice la recensione le sia piaciuta.
        Autorizzo la condivisione, purchè sia citato il blog come fonte.
        Cordiali Saluti.
        Marco Schifilliti

        • Cara Alessandra, permettimi di chiamarti così, data la mia età. La tua recensione e il tuo parere mi hanno colmato di soddisfazione, visto che il mio libro, cominciando dall’editore fa molta fatica a farsi conoscere. L’ho regalato qui e là, anche via mail, ma non mi ha dato molti riscontri, a parte il tuo. Da chi si occupa magistralmente di libri vorrei avere qualche consiglio su come fare per farsi conoscere. Ti indico il mio blog, dove sono linkati gli altri due libri che ho autopubblicato con “Il mio libro kataweb”. Mi piacerebbe poter essere amici su Fb. https://gianrelli.blogspot.com/2019/11/una-ogni-tre-giorni.html

    LEAVE A REPLY

    Please enter your comment!
    Please enter your name here