Recensione La via gialla
Chi è Carlo di Biagio?

Carlo Di Biagio nasce a Pescara (Abruzzo) nel 1959. Dopo la maturità classica, intraprende gli studi presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “La Sapienza” di Roma, dove si laurea nel 1986; nel 1992 si specializza in Medicina dello Sport all’Università Cattolica di Roma. Da circa un trentennio lavora nel campo della ricerca clinica. Di origini abruzzesi, vive da sempre a Roma e opera professionalmente nella ricerca clinica da oltre vent’anni.
Immagina il percorso: l’aula universitaria, il suono ritmico dello studio, il passo costante di una carriera che prende forma—vedi, ascolti, senti la traiettoria.
Interessi e passioni
Fin da ragazzo coltiva una grande passione per i viaggi e lo sport. Negli anni recenti approfondisce ulteriori interessi: la fotografia e la scrittura di componimenti poetici—spazi espressivi che gli permettono di fissare immagini, ascoltare il ritmo delle emozioni e toccare con mano la memoria dei luoghi.
Fotografia: dal primo scatto alla consapevolezza
Appassionato di immagini “da ricercare”, porta con sé una fotocamera sin dai primi viaggi giovanili, spesso condivisi con amici. Riconosce che, fino a una quindicina d’anni fa, molti scatti scontavano una base tecnica carente. Dopo corsi di fotografia (livello base, intermedio e avanzato), nel rivedere i lavori precedenti prova sorpresa—e talvolta delusione—nel riscontrare errori più o meno grossolani. Non si arrende: continua, passo dopo passo, fino a intravedere miglioramenti concreti. Comincia così a presentare i suoi lavori a concorsi, mostre, riviste fotografiche e in confronti con fotografi e artisti di scuole diverse.
“Perché fotografa”
Per Carlo Di Biagio la fotografia è una forma entusiasmante di libertà: consente, in ogni istante, di dare sfogo alle emozioni e di far “sentire” con le immagini ciò che gli occhi e lo stato d’animo hanno visto e vissuto.
Scrisse tempo fa:
“Dietro al mirino di una macchina fotografica si hanno due possibilità, scattare e basta, e forse è quello che avviene più frequentemente, oppure ‘sentire’ prima di scattare. In quest’ultimo caso cambia completamente lo scenario in quanto ciò che si desidera costruire non è un’immagine vuota, probabilmente banale, ma un’immagine che la si vuole riempire di quel succo di emozioni, sentimenti ed idee da Lei stessa suscitati. Osservando una fotografia, come in un gioco di dare e avere, questa seconda fase consegue, in misura direttamente proporzionale, all’impegno emozionale profuso prima dello scatto. Allora, soltanto, allora sarà come trovarsi sull’onda di un click”.
Oggi conferma pienamente tali affermazioni.
“Chi osserva i suoi scatti può vedere la luce, ascoltare il “click” che risuona, sentire il momento che prende corpo.”
Scrittura poetica
Da oltre dieci anni si diletta nella scrittura di poesie, molte delle quali pubblicate. Spesso le sue liriche nascono dalla rilettura di fotografie personali: immagini che accendono parole, parole che ritornano a illuminare le immagini.
Cosa fotografa
Ha una netta predilezione per Roma, città in cui vive: le luci, i colori, i momenti, la storia e la gente dell’Eterna offrono “spaccati di sogno” a chi ha la pazienza di viverla e, soprattutto, di camminarla. Accanto a Roma, lo attraggono le marine, la gente in generale, la fotografia di strada, i borghi antichi e qualche incursione nello still life.
“Vedi i contrasti, ascolta il brusio delle strade, senti sotto i piedi i sampietrini: ogni passo è un invito a scoprire.”
Vedere il “non comunemente visto”
Per natura molto curioso, è affascinato dall’idea di ottenere con la fotocamera immagini inedite, al di fuori di ogni canone routinario. In ogni uscita fotografica si lascia accompagnare da strumenti che gli consentano di cogliere—anche indirettamente—realtà nascoste, capaci di dare senso a questa ambizione.
Autore de “La via gialla”
Carlo Di Biagio è l’autore del libro “La Via Gialla”. La sensibilità maturata tra ricerca clinica, fotografia e poesia attraversa il suo percorso, offrendo al lettore un punto di vista che unisce rigore, immagine ed emozione.
Qual è la trama del libro “La via gialla” dell’autore Carlo Di Biagio?
La raccolta è intrisa di Roma, città in cui Carlo Di Biagio vive da sempre e che lo affascina quotidianamente per i suoi mille scorci visibili e, soprattutto, per il suo “non comunemente visto”, a disposizione di chi coltiva curiosità e pazienza nello sguardo.
Per illuminare questi particolari, l’autore ricorre talvolta a riflessi fotografici—pozzanghere, calici d’acqua, sportelli d’automobile—che poi rilegge per trasformarli in ispirazione poetica.
In queste pagine c’è tutta la città: affiorano componimenti dialettali, prendono forma personaggi particolari, e non mancano momenti di riflessione, introspezione e affettività.
Temi e atmosfere
Roma visibile e “non comunemente vista”
- Riflessi come innesco poetico (pozzanghere, calici d’acqua, sportelli d’auto)
- Componimenti dialettali e personaggi
- Riflessione, introspezione, affettività
Esperienza sensoriale
Immagina di vedere Roma ribaltarsi in una pozzanghera; ascoltare il brusio delle strade che sfuma in un verso; sentire sotto i passi il ritmo della città mentre l’immagine si fa parola. «La via gialla» accompagna lo sguardo a cogliere ciò che spesso sfugge, invita l’orecchio a riconoscere voci e accenti, e chiama il corpo a percepire la presenza viva dei luoghi e delle persone.
Una raccolta poetica che attraversa Roma tra scorci visibili e non comuni, usando riflessi fotografici come scintille creative; tra dialetto, personaggi, introspezione e affetto, emerge tutta la città.Di cosa parla il libro “La via gialla” dello scrittore Carlo Di Biagio?
Dire che in queste 78 pagine c’è “soprattutto Roma” è limitativo: la città è il centro emotivo della raccolta, ma Sorrento e Trani battono forte nel ritmo dei ricordi. Tra il Fauno (profano) e la Cattedrale di Trani baciata dal sole (sacro), la poesia cammina sotto Castel Sant’Angelo, dialoga con il Mito (Giano Bifronte) e atterra nel reale con il dialettale «Quanno ce passa!?»: un sorriso amaro sulla pandemia, dove convivono dramma e speranza. La voce è di un medico-poeta consapevole del tragico e grato alla serenità.
Roma è centrale, ma non basta
È limitativo dire che in queste 78 pagine ci sia soprattutto Roma. Roma è il baricentro — l’ombelico da cui Carlo Di Biagio trae ispirazione nelle liriche più sentite — ma la raccolta sconfina: le pagine dedicate a Sorrento e Trani sono pulsanti di ricordi e sensazioni.
Esperienza sensoriale
- Scorci che si aprono come quinte—Castel Sant’Angelo, vicoli, piazze, il bianco della Cattedrale di Trani al sole.
- Il brusio dei caffè, dialetti che rimbalzano, l’eco antico del Mito.
- Il passo lento della passeggiata, la luce che scalda la pietra, l’aria salmastra che avvolge Sorrento.
Profano e sacro: dal fauno alla cattedrale
Sorrento accoglie la figura ambigua ed erotica del Fauno; Trani offre la sua Cattedrale sacra e imponente, baciata dal sole.
Profano e Sacro convivono, e Roma resta la culla per eccellenza di questo dialogo. Ci si ritrova a passeggiare tra le sue vie, sotto Castel Sant’Angelo, tra caffè e memorie.
Il Mito come bussola: Giano Bifronte
La presenza del Mito è costante. Giano Bifronte, che guarda al passato e al futuro, avverte che l’essenziale è il presente.
Messaggio chiave: girare lo sguardo può trasformare—poesia dal passato, opera d’arte dal futuro—con gli strumenti del quotidiano.
Dialetto, realtà e sorriso nero: «Quanno ce passa!?»
La poesia di pag. 27, «Quanno ce passa!?», verace e in dialetto, ha un realismo schietto che strappa il sorriso come uno sketch di umorismo nero. Il Virus e la pandemia fanno da sfondo: si coglie il dramma, ma anche la speranza, astante nei corridoi d’ospedale e nelle piazze.
Del resto, Carlo Di Biagio è sia Medico che Poeta: la doppia prospettiva filtra il dolore e trattiene la luce.
Consapevolezza e gratitudine
La raccolta rivela la consapevolezza del tragico implicito nell’esistenza e il valore immenso dei periodi di serenità.
Una poesia che abbraccia e assicura, che invita a vedere, ascoltare e sentire—qui e ora.
Conclusione
«La via gialla» è una mappa emotiva: parte da Roma e tocca Sorrento e Trani, attraversa Mito e quotidiano, e restituisce una voce limpida che conosce la ferita e onora la serenità. Se cerchi poesia che cammina, guarda, ascolta e tocca, questa raccolta è per te.
Marilena Tocci
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