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    Recensione In clinica psichiatrica c’è il glicine fiorito

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    Recensione In clinica psichiatrica c'è il glicine fiorito

    Recensione In clinica psichiatrica c’è il glicine fiorito

    Chi è Barbara Giangravè?

    Recensione In clinica psichiatrica c'è il glicine fiorito
    Barbara Giangravè

    Barbara Giangravè nasce a Palermo nel 1982. La giornalista ha conseguito la  Laurea in Scienze della Comunicazione. È giornalista professionista dal 2006. Ha lavorato per agenzie informative, testate giornalistiche on-line, uffici stampa. Nel 2011 è insignita del titolo di Inspiring Woman of Italy per il suo attivismo antimafia.

    Inerti è stato il suo primo romanzo. Inerti vince il Premio Letterario Nazionale Augusta e finalista al Premio Letterario Nazionale Piersanti Mattarella. Con Fides Edizioni pubblica il suo secondo romanzo: In clinica psichiatrica c’è il glicine fiorito.

    Qual è la trama del libro In clinica psichiatrica c’è il glicine fiorito della giornalista Barbara Giangravè?

    Nel 1978, la cosiddetta “Legge Basaglia” sancisce la chiusura dei manicomi in Italia. Si prospetta, idealmente, una nuova era, in cui chi soffre di disturbi mentali non venga più stigmatizzato e rinchiuso in spaventose strutture di contenimento, ma riabilitato e reinserito nella società. Ma, da quel momento a oggi, cosa si è realmente fatto? Cosa è davvero cambiato?

    Questo libro rappresenta una testimonianza diretta della realtà dei “nuovi manicomi”, uno spaccato di vita all’interno di una clinica psichiatrica italiana, dove l’autrice entra di sua spontanea volontà per provare a sconfiggere quel cancro dell’anima che risponde al nome di “depressione”, un male invisibile e, in quanto tale, troppo spesso sottovalutato e banalizzato da chi non lo prova sulla propria pelle.

    Un racconto potente nella sua semplicità, un collage di fatti, riflessioni e ricordi, capace di risvegliare le coscienze e scagliare il lettore in una dimensione a cui la maggior parte dei cosiddetti “sani” non vuole neppure pensare.

    Di cosa parla il libro In clinica psichiatrica c’è il glicine fiorito della scrittrice Barbara Giangravè?

    Barbara Giangravè, è una guerriera nell’arte del giornalismo e della scrittura. Ella ci conduce in un viaggio profondo e commovente attraverso il labirinto della mente umana. “In clinica psichiatrica c’è il glicine fiorito” è stato pubblicato dalla Fides Edizioni per la collana “Parole”. Il racconto non è da considerarsi soltanto una lettura, ma un’esperienza emotiva che afferra il cuore del lettore.

    Il titolo, “In clinica psichiatrica c’è il glicine fiorito”, già di per sé evoca immagini di bellezza inaspettata all’interno di un contesto spesso oscuro e lo scrivo cognizione di causa. Questa è solo una delle tante sofisticate sfumature che Giangravè intreccia nella sua opera.

    Attraverso la lente della sua prosa, il 1978 e la “Legge Basaglia” si trasformano in un punto di partenza per una ricerca intensa sulla vera metamorfosi nel trattamento dei disturbi mentali.

    L’autrice si immerge con coraggio e onestà all’interno di una clinica psichiatrica italiana, scegliendo di condividere la sua personale battaglia contro la “depressione”, quel cancro invisibile che tocca molte anime ma troppo spesso è sottovalutato.

    Il lettore è condotto in un viaggio interiore grazie anche a una narrazione “d’inchiesta” che spinge oltre i confini dell’ignoto.

    La maestria di Giangravè risiede anche nel suo abile uso del pathos. La scrittura è intrisa di emozioni autentiche, toccando corde sensibili senza scivolare nel melodramma. La storia diventa così una fusione di esperienze condivise e riflessioni personali, creando un impatto emotivo potente.

    “In clinica psichiatrica c’è il glicine fiorito” è un’opera che strappa il velo dell’ignoranza, affrontando la complessità delle malattie mentali senza retorica. Giangravè svela una realtà che spesso preferiamo evitare, ma lo fa con una delicatezza che fa sentire il lettore coinvolto e compreso.

    Questa non è solo una lettura informativa, ma una testimonianza vivida e struggente della lotta contro il buio interiore. Con uno storytelling che accarezza l’anima, Barbara Giangravè offre al pubblico un’opportunità di riflessione profonda, di connessione umana e di apprezzamento per la bellezza fragile che può sbocciare anche nei luoghi più inaspettati.

    Marco Schifilliti

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    Leggi anche la recensione del libro Inerti della stessa autrice

    Approfondisci con il video della presentazione del libro “In clinica psichiatrica c’è il glicine fiorito” 

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