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    Recensione Fiore del deserto

    Storia di una donna

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    Chi è Waris Dirie?

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    Waris Dirie

    Waris Dirie, nata nel deserto, in Somalia, intorno al 1965 (non risulta registrata nel suo villaggio di nascita), da una famiglia nomade, a circa 13 anni scappa da casa per sfuggire ad un matrimonio combinato con un uomo vedovo di 60 anni. Abita per qualche tempo a Londra e, in seguito alla pubblicazione delle sue fotografie, è sempre più frequentemente chiamata da fotografi affermati e da riviste specializzate.

    Inizia quindi una carriera di modella a New York che la porta a essere una delle donne più apprezzate dagli stilisti più noti.

    Nel corso di alcune sue interviste, ha preso posizione contro l’infibulazione a cui sono sottoposte le donne africane. Kofi Annan l’ha perciò nominata ambasciatrice delle Nazioni Unite per la lotta contro le mutilazioni genitali femminili, pratica a cui è anche dedicato un suo libro autobiografico, Fiore del deserto. Per il suo lavoro di ambasciatrice umanitaria, è stata insignita della Legion d’onore nel 2007.

    È stata anche una Bond girl, nel film del 1987 007 – Zona pericolo ed è apparsa in copertina dell’edizione dello stesso anno del calendario Pirelli. Ha un figlio, nato nel 1997 dalla relazione con un musicista statunitense. Nel marzo 2008 è stata protagonista di una vicenda di cronaca in Belgio, dove è scomparsa per 72 ore ed al suo ritrovamento ha denunciato un rapimento per violenza sessuale.

    È autrice di alcuni libri, anche autobiografici, che hanno avuto un buon successo di vendita, pubblicati in Italia da Garzanti, come Fiore del Deserto (da cui è stato tratto l’omonimo film), Alba nel Deserto, Figlie del Dolore, Lettera a mia Madre.

    Fonte: Wikipedia

    Qual è la trama del libro Fiore del deserto?

    La testimonianza di Waris Dirie racconta una vita straordinaria, caratterizzata da momenti dolorosi, ma anche da notevoli felicità e successi. Questo viaggio, che si snoda dalle aride terre africane all’affascinante mondo delle top model, è un percorso avventuroso ed esemplare. Nata in un villaggio della Somalia, Waris si trova a navigare tra le sfide della sua infanzia nomade, dove la data di nascita non è stata neppure registrata.

    Verso i cinque anni, Waris subisce l’atroce pratica dell’infibulazione, una memoria che ancora oggi strazia il suo cuore. A tredici anni, suo padre la cede a un uomo molto più anziano in cambio di cinque cammelli. Decisa a sfuggire a questo destino, Waris fugge dalla sua zia e si dirige a Mogadiscio, per poi giungere a Londra. Qui, nelle vesti di cameriera, si ritrova a lavorare 18 ore al giorno, sette giorni alla settimana. Nonostante le difficoltà, Waris preferisce questa vita a ciò che l’attendeva in patria.

    Quando suo zio, presso cui lavorava, decide di tornare in Somalia, Waris sceglie di rimanere in Inghilterra. Inizia così la sua lotta per l’indipendenza, lavorando duramente lavando pavimenti da McDonald’s e frequentando una scuola serale nonostante la sua analfabetismo.

    Di cosa parla il libro Fiore del deserto?

    “Fiore del deserto” non è solo la storia di Waris Dirie, ma rappresenta anche il potente messaggio dell’ONU contro la mutilazione genitale femminile. La biografia di Waris trasuda speranza e ottimismo, mostrandoci che è possibile emergere da un incubo e creare una vita da sogno.

    L’infanzia di Waris, sebbene trascorsa tra spostamenti continui e comfort minimi nel deserto, è caratterizzata da un senso di ludicità e avventura. Tuttavia, è con l’arrivo della pubertà che emergono le profonde sfide della cultura somala legate all’infibulazione, considerata un rito di passaggio essenziale.

    Il racconto di Waris ci fa innamorare dei colori del deserto, dei canti per la pioggia e della sua tenacia nell’affrontare uomini violenti. Il suo coraggio la trasforma da sprovveduta a dinamica donna occidentale, da crisalide a farfalla nel corso di un decennio.

    “Fiore del deserto” è un inno alla resilienza umana. La narrazione di Waris Dirie ci incanta e ci ispira, mostrandoci come sia possibile superare le avversità più oscure per emergere come una forza del cambiamento. La sua trasformazione da vittima a guerriera ci spinge a riflettere sul potere dell’autodeterminazione e sulla necessità di combattere contro l’abuso in tutte le sue forme.

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    Marilena Tocci

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