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    Recensione Cristo si è fermato a Eboli

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    Recensione Cristo si è fermato a Eboli

    Chi è Carlo Levi?

    Recensione Cristo si è fermato a Eboli
    Carlo Levi

    Carlo Levi è stato uno scrittore, pittore e antifascista italiano. Nasce a Torino il 29 novembre 1902 e muore a Roma il 4 gennaio 1975. È Tra i più significativi narratori del Novecento italiano, è noto soprattutto per il romanzo Cristo si è fermato a Eboli, che lo rese uno dei maggiori portavoce della questione meridionale nel secondo dopoguerra.

    Nasce da Ercole Raffaele Levi e Annetta Treves in un’agiata famiglia ebraica della borghesia torinese e fin da ragazzo dedica molto tempo alla pittura, che coltiverà con passione per tutta la vita, raggiungendo importanti successi. Sua sorella maggiore è la neuropsichiatra infantile Luisa Levi.

    Dopo avere terminato gli studi secondari presso il liceo Alfieri, si iscrive alla facoltà di medicina dell’Università degli Studi di Torino. Nel periodo degli studi universitari, per il tramite dello zio, l’onorevole Claudio Treves (figura di rilievo nel Partito Socialista Italiano), conosce Piero Gobetti, che lo invita a collaborare alla sua rivista La Rivoluzione liberale e lo introduce nella scuola di Felice Casorati, intorno alla quale gravita l’avanguardia pittorica torinese.

    Levi, inserito in questo contesto multiculturale, ha modo di frequentare personalità come Cesare Pavese, Giacomo Noventa, Antonio Gramsci, Luigi Einaudi e, più tardi, importanti per la sua evoluzione pittorica, Edoardo Persico, Lionello Venturi, Luigi Spazzapan.

    Nel 1923 soggiorna per la prima volta a Parigi, dove viene a contatto per la prima volta con le opere dei Fauves, di Amedeo Modigliani e di Chaïm Soutine, leggendovi un incitamento alla ribellione contro la retorica fascista e la cultura ufficiale italiana.

    Durante questo viaggio scrive anche il primo articolo sulla sua pittura per la rivista L’Ordine Nuovo di Antonio Gramsci.

    Si laurea in medicina nello stesso anno e rimarrà alla Clinica Medica dell’Università di Torino come assistente fino al 1928, ma non eserciterà mai la professione di medico, preferendo definitivamente la pittura e il giornalismo.

    Fonte: Wikipedia

    Qual è la trama del libro Cristo si è fermato a Eboli?

    Eboli – dicono i lucani tra cui Levi fu mandato al confino dal fascismo – e l’ultimo paese di cristiani. Cristiano è uguale a uomo. Nei paesi successivi, i nostri, non si vive da cristiani, ma da animali”. Dice Italo Calvino in uno dei due testi che introducono questo volume: “La peculiarità di Carlo Levi sta in questo: che egli è il testimone della presenza di un altro tempo all’interno del nostro tempo, è l’ambasciatore d’un altro mondo all’interno del nostro mondo.

    Possiamo definire questo mondo il mondo che vive fuori della nostra storia di fronte al mondo che vive nella storia. Naturalmente questa è una definizione esterna, è, diciamo, la situazione di partenza dell’opera di Carlo Levi: il protagonista di “Cristo si è fermato a Eboli” è un uomo impegnato nella storia che viene a trovarsi nel cuore di un Sud stregonesco, magico, e vede che quelle che erano per lui le ragioni in gioco qui non valgono più, sono in gioco altre ragioni, altre opposizioni nello stesso tempo più complesse e più elementari.

    Di cosa parla il libro Cristo si è fermato a Eboli?

    “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi è un’opera letteraria di straordinaria rilevanza, che si dimostra un affascinante viaggio nel cuore di un Sud stregonesco, magico e quasi fuori dal tempo. L’autore, mandato al confine dal regime fascista, diventa testimone di un mondo al di fuori della storia ufficiale, dove le ragioni e le opposizioni assumono un significato diverso rispetto a quanto conosciuto in precedenza.

    Il libro si apre con la suggestiva ambientazione di Eboli, il “paese di cristiani”, dove Cristiano – che è sinonimo di uomo – si trova costretto a vivere una realtà lontana da ciò che è abituato a considerare civilizzata. La scrittura di Carlo Levi è un gioiello di precisione e cura dei dettagli, riflettendo la sua padronanza esemplare della lingua italiana e la capacità di suscitare emozioni profonde nel lettore.

    Il potente stile narrativo dello scrittore si distingue per l’abilità di evocare immagini vivide e coinvolgere il lettore con intenso pathos. La sua capacità di instillare un senso di identificazione nei lettori meridionali, come me, favorisce una rapida contestualizzazione e un’intensa immersione nella vicenda.

    “Cristo si è fermato a Eboli”, non solo è un viaggio nella geografia fisica del Sud italiano, ma rappresenta anche un viaggio nell’anima e nella coscienza dell’autore stesso. Il contesto storico e sociale in cui si svolge la narrazione diventa il teatro di profonde riflessioni sulla natura umana, sull’identità e sulle disuguaglianze sociali.

    Attraverso la potenza della sua prosa, Carlo Levi riesce a trasmettere al lettore le contraddizioni e le sfumature di un Sud emarginato, lontano dal progresso e dall’evoluzione, ma al tempo stesso intriso di bellezza primitiva e affascinante. L’autore riesce a dar voce alle voci silenziose di un popolo dimenticato, offrendo uno sguardo autentico e privo di pregiudizi sulla vita quotidiana, le credenze e le tradizioni di queste comunità.

    La figura di Levi stesso, come testimone e protagonista della storia, aggiunge una dimensione personale e intima alla narrazione. La sua esperienza di confine e il suo coinvolgimento con la gente di Eboli lo esortano a rivedere le sue convinzioni, mettendo in discussione le certezze acquisite e aprendo la mente a nuove prospettive. Questo processo di trasformazione personale rende il libro un’opera profonda e significativa, intrisa di introspezione e sensibilità.

    I temi affrontati da Carlo Levi vanno ben oltre la descrizione di una comunità specifica. L’ autore esplora temi universali come l’umanità, l’ingiustizia sociale, la diversità culturale e l’incontro tra mondi diversi. Il libro si presenta come una riflessione universale sull’animo umano, sulle sue debolezze e sulle sue potenzialità di cambiamento.

    La capacità di Levi di evocare le atmosfere e i paesaggi del Sud italiano è straordinaria. Le descrizioni dettagliate e vivide immergono il lettore in un viaggio sensoriale, in cui si possono quasi percepire i profumi, i colori e i suoni degli ambienti descritti. La sua abilità di cogliere la bellezza anche nei dettagli più umili e semplici fa emergere un senso di poesia e meraviglia che pervade l’intera narrazione.

    In conclusione, “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi è un’opera straordinaria che affascina ed emoziona, con un’intensità che risuona ancora oggi. La sua profondità e la capacità di cogliere l’essenza dell’essere umano lo rendono un classico senza tempo, capace di ispirare e toccare i cuori di lettori eruditi e sensibili. Questa narrazione intensa e commovente è un invito a riflettere sul nostro rapporto con il passato, con il presente e con il futuro, e sulle responsabilità che abbiamo verso gli altri esseri umani. “Cristo si è fermato a Eboli” è una testimonianza di una bellezza letteraria e umana che va al di là dei confini e del tempo, e che continuerà a brillare nei cuori e nelle menti dei lettori per generazioni.

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    Marco Schifilliti

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