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    Recensione La bulimia dell’immagine

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    Recensione La bulimia dell'immagine

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    Chi è Sabrina Monno?

    Recensione La bulimia dell'immagine
    Sabrina Monno

    Sabrina Monno nasce a Bari il 26 febbraio 1996. Fin da bambina, inizia a scrivere brevi racconti e filastrocche. Contemporaneamente, scopre il cinema. Gira il suo primo cortometraggio nel 2011, dal titolo L’irrealtà reale, che sarà presentato durante “L’altro corto film festival” di Roma. Nel 2014 pubblica la sua prima raccolta di poesie con la casa editrice Aletti, dal titolo Inferno. Dal 2015 studia cinematografia presso la sede DAMS di Bologna, dove ora vive.

    Qual è la trama del libro La bulimia dell’immagine?

    È un messaggio forte quello che Sabrina Monno lancia attraverso i suoi versi. Senza sconti, sfruttando al meglio le potenzialità del linguaggio, la nostra autrice delinea una realtà cruda, violenta, bulimica, appunto, come recita lo stesso titolo. L’eccesso di stimoli, di immagini, di maschere e pagliacci in celluloide, illude l’essere umano che va alla ricerca di sé stesso senza, però, alcun risultato. In tutto ciò però l’elemento salvifico è rappresentato proprio dalla lirica, che diventa occasione di sfogo, unica compagna in una società dove ognuno cerca un’egoistica quanto illusoria redenzione.

    Così questa silloge, che riporta alla mente una lettura platonica dell’esistenza, in un’apparente disastro sociale, è punto di approdo, esempio per coloro che, come la nostra poetessa, si sentono spettatori di una realtà che non condividono ma di cui, a differenza della massa, sono coscienti. È la presa di coscienza che consente il distacco, che sfocia in un verseggiare amaro, sì, ma pregno di significati e di un’acuta lettura della società contemporanea.

    Di cosa parla il libro La bulimia dell’immagine?

    Leggendo le poesie raccolte nel libro “La Bulimia dell’immagine”, si nota quanto l’autrice, giovane e talentuosa, abbia un animo sensibile e tormentato, espresso attraverso uno sfogo personale raccolto in poesie. Si tratta di poesie crude che trattano temi forti. La riflessione dell’autrice si sostanzia sulla percezione acuta e minuziosa di un mondo malvagio, corrotto e maledetto, filo conduttore del manoscritto.

    La scrittrice osserva il mondo attraverso gli occhi di lince e coglie sfumature che sfuggono alla maggior parte delle persone. Scruta e giudica la realtà che la circonda, consapevole di chi patisce e soffre un’esistenza traviata. Si tratta di una realtà oggettiva devastata e deturpata dall’eccessiva importanza data alla “forma”, in cui la “sostanza” non ha più valore. È un tempo in cui conta quasi esclusivamente l’apparire. La poetessa definisce questo fenomeno “Bulimia dell’immagine”.

    Le emozioni suscitate attraverso i versi poetici spingono il lettore verso un’analisi profonda dell’esistenza globale. Tale analisi può portare a un’ulteriore introspezione e contestualizzazione di sé nella vita quotidiana.

    Trattandosi di una raccolta di poesie, è doverosa una nota esplicativa. È bene ricordare che la parola “poesia” ha origine dal greco e significa “creazione”, ovvero creare arte attraverso le parole. L’accezione più canonica richiede che tale arte rispetti particolari leggi metriche, che il componimento sia in versi e che la semantica sia trattata e sottolineata con notevole importanza.

    Oggi, la poesia possiede sfumature più moderne e meno canoniche e si tende ad accostare alla poesia anche forme letterarie che non rispettano stili tradizionali e canonici. Sono nati nuovi stili di poesia, come la “prosastica”, in cui i versi poetici sono discorsivi e narrati.

    La raccolta di poesie “La bulimia dell’immagine” di Sabrina Monno è in stile moderno prosastico. La scrittrice mostra talento e voglia di scrivere; sono certo che in futuro sarà capace di regalarci altre emozioni forti e con tecniche stilistiche sempre più curate.

    Si consiglia la lettura ai lettori che amano interrogarsi sui temi sopradescritti.

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    Marco Schifilliti

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