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    Recensione L’incompreso

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    Recensione L’incompreso

    Chi è Michela Gallo?

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    Michela Gallo

    Michela Gallo, è nata nel 1985 a Castrovillari (CS) in un freddo novembre. All’età di due anni si trasferisce con la famiglia in un paesino in provincia di Treviso. Tutto sembra tranquillo: madre casalinga, padre operaio e due sorelle. Già alle medie spicca per le sue doti nello scrivere. Michela, classica adolescente incazzata col mondo e con se stessa, ne combina di ogni tipo finchè la madre, disperata, la chiude in collegio… sarà la sua rovina.

    A lei i genitori avevano parlato di collegio ma, nella realtà si trattava di una comunità psichiatrica. Era il 2000… finalmente nel 2002 è libera. Vita trascorsa tra psichiatria, comunità e lotte per lavorare ma Michela non si è mai arresa. Questo libro costituisce il suo riscatto…Un messaggio per chi, su di lei, non avrebbe puntato un centesimo. Un Libro che raccoglie venti anni di dolori, gioie, passioni e amori che l’autrice racconta attraverso poesie e prose.

    Qual è la trama del libro L’incompreso?

    Il volume di Michela Gallo dal titolo “L’incompreso” raccoglie tre opere che sono uscite, in precedenza, singolarmente. In questo nuovo libro viene riproposta la silloge “The word of psycho”, il saggio “Per la società dei sani” e il diario intitolato “La cura”. La silloge raccoglie le poesie d’amore e passione che l’autrice dedica alle donne che, nel corso della sua vita, ha amato ricambiata. Versi pregni di sentimento e passione dedicati ad amori finiti o sospesi.

    Le altre due parti invece riuniscono e descrivono l’esperienza che l’autrice ha vissuto quando, inconsapevolmente, è stata rinchiusa in quello che le era stato descritto come collegio e che nella realtà si è rivelata essere una clinica per malati di mente. Queste pagine intense e tormentate raccontano la patologia e di come si possa convivere con questo “mostro” incombente.

    Riflessioni fra sé e sé per cercare di dare un’identità, uno spunto, a chi soffre di questo male imponderabile ma presente e disarmante. Pensieri che fanno ragionare e, talvolta, piangere e che si riassumono in queste domande: Cos’è la normalità? Cos’è la follia? Chi è il malato? Chi è il sano? Provare solo ad avere il dubbio è una cosa spettacolare.

    Di cosa parla il libro L’incompreso?

    “L’incompreso” di Michela Gallo mi ha colpito per il piacevole connubio tra poesia, saggio e diario intimo. La raccolta di poesie d’amore e passione è molto intensa e commovente, con la scrittura dell’autrice che esprime le sue emozioni nei confronti delle donne che ha amato. Sembra che Gallo abbia una grande abilità nell’incanalare i suoi sentimenti in parole che toccano il cuore del lettore.

    Un piccolo assaggio: Elena

    “Io e te su una stella a fissare il mondo prese a guardare un universo che non ci appartiene che da noi e diverso non posso fare a meno di la mano e sussurrarti ti amo ma tu ti tiri indietro come se quella stella non fosse più la nostra ma soltanto mia apro gli occhi, sono su una stanza, con una stella che mi fissa forse sei tu che da lassù mi stringi la mano e mi sussurri ti amo.”

    La seconda parte del libro, composta dal saggio “Per la società dei sani” e dal diario intitolato “La cura”, affronta temi più profondi e introspettivi. L’esperienza dell’autrice di essere stata rinchiusa in una clinica per malati di mente è una vicenda molto intensa, che ha sicuramente influenzato la sua visione del mondo. Sembra che le pagine del diario siano strazianti e descrittive, e che l’autrice esplori la sua patologia e le difficoltà di convivere con essa. La sua domanda sul significato di normalità e follia, e sulla distinzione tra malato e sano, sembra rappresentare un tema centrale dell’opera.

    Un estratto molto esplicativo: Malattia

    “Tu che mi hai rubato il cuore tu che mi hai accecata
    lasciandomi come mia unica arma mio odio, il mio rancore
    e lascia il mio cuore libera libero dalle tue continue fissazioni dai tuoi continui malumori lasciami andare fuori lasciami ti ho detto lasciami sola senza te e potrò finalmente riaprire gli occhi.”

    Nel complesso, “L’incompreso” è un libro che unisce la poesia, la riflessione filosofica e l’esperienza personale dell’autrice. La scrittura di Michela Gallo è piuttosto evocativa e introspettiva, e credo che i lettori che apprezzano la poesia e la letteratura intima troveranno molto da apprezzare in questo volume.

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    Marco Schifilliti

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