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    Lacerti di Lettura Il cappotto

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    Lacerti di Lettura Il cappotto

    Lacerti di Lettura Il cappotto

    L’inefficienza degli uffici pubblici mortifica amaramente la democrazia e lo Stato che rappresentano.

    “Non c’è nulla di più squallido degli uffici di ogni sorta. Oggi giorno ciascuno sente che in loro viene offesa tutta la società umana.”

    Vi sono funzionari pubblici che personificano gli uffici.

    Nel dipartimento lo si vide sempre allo stesso posto, nello stesso atteggiamento, con le stesse funzioni; tanto che tutti si convinsero che egli era venuto al mondo già pronto per assumere quel posto.

    Certe resistenze ad evolversi non sono solo un limite mentale ma anche istinto di conservazione.

    Un direttore dette ordine che gli venissero affidate delle mansioni un po’ più importanti che non la solita copiatura. Quel lavoro gli costò una tale fatica che alla fine disse: <No, datemi piuttosto qualcosa da copiare>.

    Certe deformazioni professionali impediscono una relativizzazione della realtà e conducono spesso a giudizi e opinioni errati.

    “<Di che si tratta!> Petrovich esaminò tutta l’uniforme di Akokij Akakievich, dal colletto fino alle maniche, passando in rivista la schiena, le falde e le asole: tale è l’abitudine dei sarti, è la prima cosa che fanno incontrando qualcuno.

    L’impenetrabile oscurità dell’animo umano.

    Non è proprio possibile entrare nell’anima di un uomo per individuare tutto quello che pensa.”  

    Senza la fabbrica dei favori certa mediocrità non riuscirebbe a farsi eleggere nemmeno come amministratore di condominio.

    Uno di essi, mosso da compassione, stabilì di dargli un buon consiglio, e gli disse di non rivolgersi al commissario. Meglio era che si rivolgesse ad un certo importante personaggio, e l’importante personaggio, poteva affrettare il corso delle cose.”

    Forti con i deboli e deboli con i forti. Personaggi la cui unica utilità è solo ad appannaggio dei propri interessi, con certo per la società o per gli altri.

    “I suoi dialoghi con gli inferiori erano improntati alla severità ed erano costituiti esclusivamente da tre frasi: – Come osate? – Sapete con chi parlate? – Capite chi vi sta d’avanti?- Del resto, era un brav’uomo, buono e servizievole  con gli amici.”  

    Bisogna riscattarsi dal potere e ci si accorgerà che non è così forte come si crede. È solo il nostro riconoscimento che lo rende tale.

    “<Ah! Eccoti, sei proprio tu finalmente! Finalmente ti ho acchiappato per il colletto! È il tuo cappotto che voglio! Tu non hai voluto preoccuparti per il mio, per giunta mi hai fatto una lavata di capo! Ora devi darmi il tuo cappotto!> Al povero importante personaggio per poco non gli prese un colpo. Sebbene in ufficio con gli inferiori si fosse dimostrato uomo di carattere virile e figura autoritaria.”  

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    Carmelo Celona

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