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    Recensione La ragazza nel fiume

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    Chi è Giuliano Fontanella?

    Recensione La ragazza nel fiume
    Giuliano Fontanella

    Giuliano Fontanella è nato Venezia, si impone anzitutto come violinista di solida scuola: si perfeziona al fianco di autorevoli esponenti del Trio di Trieste e del Quartetto Italiano, oltre che con solisti di fama internazionale quali Henrik Szeryng e Salvatore Accardo. Da questa fucina di eccellenza prende avvio, con precoce determinazione, una carriera solistica condotta con continuità e rigore. La sua attività concertistica si misura in numeri che raccontano una vocazione: oltre cento concerti l’anno, accompagnati da un significativo percorso discografico.

     

    Ha infatti firmato numerose registrazioni per etichette quali Nuova Era, Tring, Musikstrasse, Sonar e Rivo Alto, consolidando un profilo artistico riconoscibile per cura interpretativa e disciplina professionale.

    Accanto al palcoscenico, Fontanella coltiva la dimensione formativa: dopo un pluriennale insegnamento a Reggio Calabria, dal 2006 è docente presso il Conservatorio “J. Tomadini” di Udine. Sul versante narrativo, “La ragazza nel fiume” segna l’esordio nel romanzo ed è il primo capitolo di una trilogia che ha per protagonista l’investigatore privato Diego Spada.

    Qual è la trama del libro “La ragazza nel fiume” dell’autore Giuliano Fontanella?

    Roma, nella cornice ambigua dei ricevimenti dove il lume dell’eleganza spesso nasconde l’ombra dell’inganno. Qui l’investigatore privato Diego Spada incontra Carmen Rubini, giovane donna di magnetica bellezza e di altrettanto indecifrabile riserbo. La notte li avvicina, ma un’unica, misteriosa telefonata spezza l’incanto: Carmen si allontana senza spiegazioni. All’alba, la verità si impone con brutalità: verrà ritrovata annegata nel Tevere.

    Spada non resta a guardare. Avvia un’indagine che corre in parallelo a quella del commissario Burma, inseguendo dettagli, silenzi e contraddizioni per dare un nome a ciò che, all’apparenza, somiglia a un destino. E mentre la città sembra chiudersi come una morsa, anche la vita privata dell’investigatore si incrina: la separazione da Melania lo espone, lo disorienta, e persino la sua stessa agenzia prende le distanze, giudicando troppo spigolosi — e forse troppo efficaci — i suoi metodi.

    Nel frattempo, Roma non concede tregua. Spada si ritrova a fronteggiare casi che alzano la posta e moltiplicano i pericoli: la necessità di proteggere la giovane Miriam da frequentazioni minacciose; l’incarico affidatogli dal boss Ettore Carrera, deciso a ritrovare la figlia rapita; e l’urto con la mafia cinese, guidata da Chiang Zhong, intenzionato a riprendersi il milione di euro sottratto.

    Tra passioni interrotte, alleanze fragili e criminalità organizzata, La ragazza nel fiume dispiega un giallo dal passo serrato, in cui ogni scelta ha un prezzo e ogni verità, prima di emergere, chiede il suo tributo.

    Di cosa parla il libro “La ragazza nel fiume” dello scrittore Giuliano Fontanella?

    In una Roma che, per ritmo e nervo, sembra trasfigurarsi in una metropoli d’oltreoceano, prende forma l’esordio narrativo di Giuliano Fontanella: La ragazza nel fiume. Il romanzo si innesta con decisione nel solco dell’hard-boiled, consegnando al lettore un protagonista che non chiede permesso né indulgenza: Diego Spada, investigatore privato dalla tempra ruvida, refrattario ai cliché e alle posture consolatorie. È un “duro” nel senso più autentico del termine: imprevedibile, spigoloso, non addomesticabile — e proprio per questo capace di disorientare, talvolta persino di negare punti di riferimento a chi legge.

    L’azione non difetta: inseguimenti, tensione, scontri a fuoco scandiscono una trama che non concede distrazioni. Eppure, a imprimere il marchio distintivo non è soltanto la dinamica del thriller, quanto la fisionomia morale di Spada: un uomo che attraversa tradimenti — sentimentali o professionali — senza cedere al ricatto del passato. La sua è una corsa in avanti, una scelta ostinata di presente: non si pone limiti, non arretra, non si giustifica. Chi entra nel suo campo gravitazionale lo capisce subito: con Diego Spada si gioca sempre ad alta posta.

    Fontanella sembra puntare, con lucidità, sulla versatilità del personaggio, facendone l’asse attorno a cui l’intero impianto narrativo ruota. Ne beneficia una trama ben congegnata, sorretta da figure che, pur restando in secondo piano, offrono spessore e contrappunti efficaci. I nemici — e le pressioni che essi esercitano — si alternano alle presenze più intime, quelle che in un noir valgono quanto un colpo di pistola: Melania, l’ex moglie, come eco di una frattura ancora viva; Dalia, segretaria leale e vigile, quasi una sentinella; Patty, amica e confidente; e Nora, incontro speciale destinato a lasciare una traccia diversa, più silenziosa e insinuante.

    La scrittura si mantiene fluida, con un’andatura che privilegia la scorrevolezza senza rinunciare a un’eleganza misurata. Il risultato è un romanzo che mira a colpire il lettore sul piano dell’intrattenimento e della tensione, ma sa anche sedurre per atmosfera — con un’attenzione che può intercettare, senza artifici, anche il pubblico femminile. Non sorprende, allora, che Diego Spada richiami alla memoria Sam Spade, creatura memorabile di Dashiell Hammett: stessa durezza di superficie, stesso istinto a fiutare il marcio dietro le buone maniere.

    Nel panorama italiano, La ragazza nel fiume si presenta come un esordio promettente, capace di riaccendere una fiamma: quella del poliziesco hard-boiled che, a tratti, sembra essersi rarefatto nelle nostre librerie. Se autori come Fontanella scelgono di rimettere in circolo questa tradizione, l’operazione non può che essere salutata con favore: il genere ha ancora il suo pubblico, e lo dimostra da decenni — anche al cinema. Basti pensare a Il falcone maltese, icona noir portata sullo schermo da un indimenticabile Humphrey Bogart, che ha contribuito a definire l’immaginario del detective “duro e puro”.

    Per tutte queste ragioni, la chiusura del romanzo lascia un’impressione netta: Diego Spada ha ancora strada davanti. E se questo è il primo passo, la curiosità per il seguito della serie è più che legittima: ci si attende nuovi scenari, nuove zone d’ombra e, con ogni probabilità, altre sorprese degne del personaggio.

    Dario Brunetti

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