Recensione Italo
Chi è Ernesto Ferrero?

Ernesto Ferrero (Torino, 6 maggio 1938 – Torino, 31 ottobre 2023) è stato un pilastro della cultura italiana contemporanea: scrittore, critico letterario, traduttore e figura centrale dell’editoria nazionale, ha lasciato un segno profondo nella letteratura e nel mondo dei libri. Un uomo, mille voci: dall’editoria alla narrativa. Per oltre trent’anni ha lavorato nella celebre casa editrice Einaudi, contribuendo con passione e rigore alla diffusione della cultura. Ferrero ha esplorato la lingua e la memoria attraverso saggi e romanzi. Tra le sue opere più importanti:
- “N.” – Vincitore del Premio Strega 2000, questo romanzo racconta in modo originale la figura di Napoleone in esilio. La narrazione, densa di immagini mentali e ritmo incalzante, trascina il lettore in un’esperienza quasi cinematografica.
- “Disegnare il vento” – Premio Campiello 2011, è un libro che parla di editoria e creatività, evocando suoni, silenzi e gesti tipici del “dietro le quinte” della letteratura.
- “Album di famiglia” (2022) – Un viaggio emozionante tra ricordi, volti e atmosfere domestiche, scritto con una sensibilità che tocca corde profonde.
L’Impatto culturale: dal “Salone del Libro” alla memoria collettiva
Dal 1998 al 2016, Ernesto Ferrero è stato Direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino, trasformandolo in uno degli eventi culturali più prestigiosi d’Europa. Con visione e ascolto, ha saputo dare voce alle parole, offrendo uno spazio di dialogo tra autori, lettori, editori e pensatori di tutto il mondo.
Il suono delle parole, il respiro della storia
Leggere Ferrero significa vedere, ascoltare e sentire la storia dell’Italia culturale del Novecento e oltre. La sua scrittura abbraccia i sensi: i lettori visivi troveranno immagini nitide e paesaggi mentali; chi è auditivo riconoscerà la musicalità del linguaggio e la cura del ritmo; i cinestesici percepiranno l’emozione delle parole che toccano l’anima.
Perché ricordare Ernesto Ferrero
Ricordare Ernesto Ferrero significa onorare un uomo che ha costruito ponti tra generazioni di lettori, ha dato senso alle parole e ha disegnato il vento del pensiero italiano. La sua voce continua a vivere in ogni libro letto, in ogni idea che ha aiutato a far germogliare.
Fonte della biografia di Ernesto Ferrero: Wikipedia.it
Qual è la trama del libro “Italo” dello scrittore Ernesto Ferrero?
Chi era davvero Italo Calvino? Un viaggio tra mito, silenzi e verità nascoste. “Italo” non è solo un libro. È un viaggio avvincente nel cuore segreto di uno degli scrittori italiani più enigmatici e amati del Novecento: Italo Calvino.
Ma chi era, in realtà, l’uomo dietro “Le città invisibili” o “Il Barone rampante”?
“Non troverete nulla”
rispondeva lui stesso a chi cercava di penetrare la sua vita privata. Eppure, Ernesto Ferrero, con uno sguardo empatico e partecipe, riesce dove molti si sono fermati: illumina dall’interno la complessa tessitura che unisce l’opera alla vita, l’apparenza al sentire autentico, lo scrittore alla sua umanità.
Un ritratto intimo in occasione del centenario di Calvino
Nel centenario della nascita di Calvino, Ferrero – che con lui condivise vent’anni di lavoro e amicizia negli ambienti Einaudi – ci guida dietro le quinte del personaggio pubblico, svelandone:
- le pieghe caratteriali meno note;
- i risvolti privati e personali;
- le passioni silenziose e i traumi vissuti.
La narrazione è avvolta da un tono di voce familiare, già amato in opere come “I migliori anni della nostra vita” o “Album di famiglia”.
Dall’infanzia alla maturità: il percorso umano di Calvino
L’origine: famiglia, fumetti e disegno
Calvino nasce in un contesto ricco di stimoli intellettuali e affettivi. L’imprinting familiare, il fascino dei fumetti, il gusto per il disegno: tutto lascia un’impronta che si rifletterà nella sua scrittura, visiva e simbolica.
Le amicizie e le lotte
Dall’intensa amicizia con Eugenio Scalfari, passando per le esperienze vissute durante la guerra partigiana, Ferrero ci restituisce un Calvino diviso tra ideali, ferite e sogni. Le passioni del dopoguerra e il legame con la Liguria completano questo affresco emotivo.
Gli amori, da Elsa De’ Giorgi alla paternità
In queste pagine si apre un capitolo finora poco esplorato: la relazione con Elsa De’ Giorgi, tratteggiata con delicatezza e sincerità. E poi l’amore per Chichita Singer, la nascita della figlia Giovanna, e l’esperienza trasformativa della paternità.
Calvino tra editoria, giornalismo e viaggi
I segreti quotidiani della scrittura
Ferrero ci porta nei luoghi del lavoro quotidiano: tra le scrivanie di Einaudi, le redazioni dei giornali, gli incontri memorabili con Hemingway a Stresa, Silvana Mangano e Vittorio Gassman sul set di Riso Amaro.
Il distacco dalla politica e l’apertura al mondo
Dalla delusione per l’invasione sovietica in Ungheria alla progressiva presa di distanza dal PCI, Ferrero delinea il Calvino che si evolve, che cambia pelle senza perdere la coerenza interiore. I viaggi in America, le letture scientifiche, l’incontro con menti affini come Perec, Barthes, Queneau e la scoperta dello strutturalismo ampliano la sua visione creativa.
Roccamare: il romitaggio ideale
Infine, lo vediamo ritirarsi nella pineta toscana di Roccamare, dove scriverà le Lezioni americane. Lì, l’uomo-isola Calvino sembra lontano da tutto, eppure più vicino che mai a ciò che conta veramente: la parola, l’etica, la sperimentazione letteraria.
Di cosa parla il libro “Italo” dell’autore Ernesto Ferrero?
Particolarità in merito al titolo: “Italo”
Struttura originale nella costruzione, concepita come un autoritratto per interposta persona: Ernesto Ferrero immagina che sia Italo Calvino stesso a raccontarsi, in una sorta di autobiografia romanzata dal tono confidenziale ma non inventato. Questo rende il libro un autentico ibrido tra romanzo, saggio e memoir. Uso delle lettere e degli scritti autentici: Ferrero attinge a lettere, interviste e articoli reali di Italo Calvino, intrecciandoli con riflessioni personali e ricostruzioni storiche. Il testo diventa così una “biografia dall’interno”, in cui molte frasi sono autentiche citazioni calviniane.
Prospettiva intima ma sobria: pur essendo un romanzo interiore, il tono si mantiene misurato ed elegante, riflettendo il carattere schivo, razionale e ironico di Calvino. Contesto storico-culturale: il libro ricostruisce il Novecento italiano – dagli anni della Resistenza alle battaglie ideologiche del dopoguerra, fino all’impegno editoriale con Einaudi e agli incontri con figure come Pavese, Vittorini ed Elsa Morante.
Importanza del finale (senza spoiler): il libro si chiude con il viaggio a Cuba, paese natale di Italo, dove egli tornerà solo in età adulta. Questa parte, altamente simbolica, fa da ponte tra l’identità sradicata dell’autore e la sua continua ricerca di un altrove… una chiusura poetica che lascia spazio alla riflessione sul concetto di appartenenza e memoria. Una vera e propria dichiarazione d’amore alla scrittura come forma di resistenza, conoscenza e costruzione di senso. Ferrero, da scrittore ed editor, fa emergere quanto fosse centrale per Italo la cura della forma, la precisione della lingua e la coerenza intellettuale.
Perché leggere “Italo” di Ernesto Ferrero?
Per chi ama la letteratura italiana del Novecento, per tutti gli appassionati di Italo Calvino, ma anche per chi desidera scoprire il volto più umano e quotidiano di uno degli scrittori più emblematici del secolo.
Sara Lizzambri
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