Recensione Formicae
Chi è Piernicola Silvis?

Piernicola Silvis, classe 1954 è un alto dirigente della Polizia di Stato e ricopre l’incarico di Questore di Foggia. Il suo profilo professionale si è forgiato lungo un percorso di responsabilità crescente, attraversando incarichi di primo piano che ne delineano autorevolezza e competenza operativa: è stato capo delle Squadre Mobili di Vicenza e Verona, dirigente dei Commissariati di Pubblica Sicurezza di Vasto e Senigallia, capo di gabinetto della Questura di Ancona, quindi vice questore vicario a Macerata e, successivamente, Questore di Oristano.
Parallelamente all’attività istituzionale, Silvis ha costruito un riconoscibile percorso narrativo, in cui l’esperienza sul campo si traduce in materia romanzesca. Formicae rappresenta il quarto romanzo della sua produzione, dopo Un assassino qualunque (2006), L’ultimo indizio (2008) e Gli anni nascosti (2010). Le sue opere hanno inoltre varcato i confini nazionali, risultando tradotte in diverse lingue.
Qual è la trama del libro “Formicae” dello scrittore Piernicola Sivils?
Nel silenzio misurato di un convento, mentre padre Leonardo si raccoglie in preghiera nella sua cella, l’ordine consueto viene incrinato da un richiamo inatteso: Salvatore, uno dei chierichetti, lo avverte che c’è una telefonata per lui. Il frate raggiunge il refettorio. Dall’altra parte della linea, una voce infantile pronuncia poche parole, sufficienti a spalancare l’abisso: sembra essere quella di Livio Jarussi, il bambino scomparso da due anni, e indica un luogo preciso — la discarica di Siponto.
È davvero Livio? O qualcuno sta orchestrando una messinscena tanto crudele quanto calcolata?
Quando la polizia arriva sul posto, la speranza cede il passo all’orrore. Tra i rifiuti, abbandonato senza pietà, viene rinvenuto il corpo del bambino. A completare la scena, come un lugubre rituale, una croce di legno e ferro e una firma che sa di sfida: “Zio Teddy”.
L’indagine viene affidata a Renzo Bruni, alto funzionario dello SCO – Servizio Centrale Operativo, la struttura investigativa della Polizia di Stato chiamata a muoversi dove il buio si fa sistematico. Il ritrovamento di Livio Jarussi riapre un dossier rimasto sospeso per due anni e riporta in superficie l’ombra di un serial killer che non cerca soltanto vittime, ma attenzione, potere, paura. E se il passato torna a bussare, lo fa con una certezza inquietante: Zio Teddy non ha mai smesso di giocare.
Di cosa parla il libro “Formicae” dell’autore Piernicola Sivils?
Formicae è un thriller ipnotico e avvolgente, orchestrato con mano esperta da Piernicola Silvis, autore che porta nella narrativa il rigore di chi ha conosciuto da vicino i meccanismi dell’indagine e della colpa. Il romanzo si regge su un duello netto e perturbante: la forza ordinatrice del bene contro la pazienza corrosiva del male, due poli che l’autore cesella con precisione quasi “certosina”, fino a renderli non semplici figure di genere, ma presenze che inquietano.
Una caccia all’uomo tra Roma e Foggia
Il lettore viene introdotto, senza indugi, in una caccia all’uomo dal respiro ampio. Il poliziotto Renzo Bruni e il suo staff si muovono su un asse teso tra Roma e Foggia, in una corsa contro il tempo che non concede margini d’errore. Al centro, una mente deviata, segnata da un disturbo di natura allucinatoria riconducibile alla sindrome di Ekbom (la convinzione ossessiva di avere insetti sul corpo), che agisce con inquietante disinvoltura nel suo avvicinamento alle vittime più fragili.
Il coraggio dei temi scomodi
Silvis non si sottrae a un nodo bruciante: la violenza sui minori e l’eco sociale che ne deriva. Il male, qui, assume anche il volto di Diego, personaggio che incarna la deriva e la ferita: un passato traumatico che non assolve, ma spiega il baratro, mentre la provincia — e con essa la coscienza collettiva — viene attraversata da un panico crescente.
Quando la cronaca diventa pressione
A rendere la narrazione ancora più incisiva è l’ingresso in scena di tre forze che, nella realtà come nella pagina, deformano e amplificano:
- criminalità organizzata, che non tollera determinati “sconfinamenti” contro i minori;
- opinione pubblica, pronta a chiedere risposte immediate;
- televisioni e media, spesso inclini a trasformare l’orrore in spettacolo pur di inseguire lo scoop.
Il risultato è una visione a più prospettive: il delitto non è soltanto un fatto, ma un’onda d’urto che contagia ambienti, equilibri e reputazioni.
Stile e ritmo
La scrittura è tesa, vigorosa, senza orpelli: Silvis comprime eventi e snodi con passo deciso, costruendo un romanzo frenetico e suggestivo, capace di “agganciare” l’attenzione e trascinarla pagina dopo pagina. Se ami i thriller in cui la tensione emotiva cresce come una morsa — e in cui ogni scena sembra avvicinarti di un passo al precipizio — Formicae è un titolo che difficilmente si lascia mettere da parte.
In sintesi: missione compiuta. Formicae conferma la solidità dell’autore e lascia, legittimamente, il desiderio di ritrovarlo presto con una nuova storia.
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